Le caratteristiche morfologiche del territorio grecanico, aspro, impervio e asciutto, hanno favorito l’evoluzione di un microcosmo naturalistico dai tratti esclusivi, contraddistinto da specie animali e vegetali endemiche, selezionate nel tempo dall’uomo per vivere in aree estremamente difficili. Alla raccolta spontanea dei frutti della terra, si associa l’allevamento brado di specie autoctone di suini e caprini, le cui transumanze senguono i sentieri tracciati dai Greci e dai Bizantini. Gran parte dell’agricoltura viene praticata in terrazze artificiali, dove i vitigni di nerello e gli uliveti secolari sono ancora lavorati con la zappa più che con l’aratro. Nelle pianure alluvionali le acque delle fiumare irrigano verdi bergamotteti, mentre nei calanchi argillosi i carciofi selvatici sono raccolti prima ancora di fiorire sotto i cocenti raggi del sole d’Agosto. La natura scandisce i ritmi del lavoro di pastori e contadini che nei sapori della loro terra conservano saperi tramandati da secoli nella lingua dei poeti greci e dei santi bizantini.

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